Advertainment
ADVERTISING + ENTERTAINMENT = ADVERTAINMENT
Sono i consumatori a veicolare il messaggio pubblicitario. Questo rappresenta un duplice vantaggio per la marca, perchè il consumatore, oltre a divulgare il messaggio, conferisce ad esso maggior credibilità: se qualcuno si è scomodato per segnalarmi un video significa che vale la pena vederlo!
Non tutti sono consapevoli di un’altra importantissima opportunità offerta dal viral marketing: la visibilità prodotta da una campagna del genere è perfettamente misurabile all’unità e monitorabile geograficamente, contando le visite e controllando la provenienza dei links. Questo vantaggio non è prodotto dall’advertising classico, poichè non è possibile contare con esattezza quanti siano i fruitori di uno spot in TV, in radio, o su un manifesto.
Inoltre, a differenza di quanto accade nel mondo degli old media, il marketing virale consente, a chi ha una buona dose di creatività, di fare pubblicità anche con budget ridotti. In molti casi poi, specie se il target è costituito da giovani ormai impermeabili all’advertising classico, l’efficacia di un’azione unconvetional è persino maggiore rispetto alla comunicazione tradizionale. Va precisato, infatti, che il pubblico di un’azione viral è quasi sempre giovane (almeno intelletualmente) o, comunque, non digital divided. Ecco perchè non vedrete mai lo spot virale di una marca di pipe….a meno che non vogliano lanciare il trend tra gli under 30! E speriamo di no!
Infine, occorre sottolineare che un’azione di marketing non-convenzionale produce sempre una particolare influenza sulla brand image (immagine di marca) e sulla brand reputation (reputazione di marca): la marca viene percepita come dinamica, innovativa, ma soprattutto originale e giovane. Questo ci aiuta a comprendere perchè molti viral spot non esaltino in maniera esplicita le caratteristiche di un prodotto. Si punta piuttosto sul migliorare l’immagine di marca, affinchè il consumatore, giovane anch’egli, riconosca in essa quei caratteri sopra citati e la ammetta nel suo mondo, nel suo lifestyle, nella sua comunità.
A differenza delle campagne di advertising classico, in cui si scelgono i media su cui fare pubblicità e si studiano l’idea in funzione di essi, il marketer non-convenzionale opera all’inverso: prima studia l’idea e poi sceglie i media più adatti a veicolarla. Va dunque detto che il ricorso ai video non è obbligatorio nelle azioni di viral marketing, ma è innegabile che esso costituisca uno strumento potentissimo e per questo privilegiato. Del resto grazie a youtube, ai social network, ai blog e al web 2.0 in generale, il passaparola non ha più confini geografici, agisce con maggior rapidità, lascia la sua traccia, è misurabile, localizzabile ed è supportato dai links.